Home

Home

Dioniso

Nell’immaginario collettivo molti considerano i Greci come gli inventori del vino, la verità è che i Greci hanno preso parte abbastanza tardi alla storia di un prodotto già in uso presso altre culture precedenti, ma con un’influenza determinante. Questo forse è il motivo per cui il dio greco del vino, Dioniso, viene spesso raffigurato come uno straniero venuto da molto lontano, coperto di pelli di grossi felini.

La leggenda narra che Zeus, tra le varie amanti mortali, iniziò ad avere una relazione con una principessa mortale chiamata Semele, figlia di Armonia e Cadmo, re di Tebe. La relazione si svolgeva di notte così che lei non potesse vederlo, ma Era, scoperto il tradimento di Zeus, persuase Semele a convincere Zeus a rivelarsi, soprattutto dopo aver scoperto che la principessa era incinta. La rivelazione portò Semele a essere bruciata a morte dai fulmini e il bagliore del corpo di Zeus, che salvò il bambino (che sarebbe diventato Dioniso) cucendolo alla sua coscia e partorendolo dopo 3 mesi.

Era, che non ebbe proprio mai in simpatia Dioniso, lo punì alla maturità con la pazzia che lo avrebbe costretto a girovagare per le nazioni senza poter tornare in patria. In realtà Dioniso riuscirà in questa impresa grazie alla capacità di mutare sé stesso e gli altri in vite, capacità che portò i suoi seguaci ad adorarlo come Dio del vino.

Interessante è che il primo amore di Dioniso fosse un satiro di nome Ampelo, alla cui morte prematura, Dioniso concesse una seconda vita sottoforma di tralcio di vite. Oggi l’Ampelografia è la disciplina che si occupa di identificare e classificare le varietà di vitigni, studiandone caratteristiche biometriche e morfologiche della pianta.